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PARMIGIANO PORTAMI VIA

Alla notizia della caduta del Fascismo, il 25 luglio del 1943, una gioia spontanea si diffuse in tutto il Paese. Gran parte del popolo italiano sperò nella fine della guerra e della paura, nella morte della dittatura fascista. La Liberazione verrà solo 20 mesi dopo, al prezzo di molte sofferenze. Quel 25 luglio, però, alla notizia che il duce era stato arrestato, c’era solo la voglia di festeggiare. A Campegine, in provincia di Reggio Emilia, i sette fratelli Cervi con il padre Alcide, la madre Genoveffa, assieme ad altre famiglie, nella piazza del loro paese, offrirono a tutti la pastasciutta per celebrare, come disse papà Cervi, “il più bel funerale del fascismo”. Non era solo fame, ma c’era tanta voglia di uscire dall’incubo del fascismo e della guerra, il desiderio di “riprendersi la piazza”, dopo anni di adunate a comando e di divieti. E allora tutti in fila per avere un piatto di pasta condita con burro e formaggio. Qualche mese dopo Mussolini sarebbe ritornato a capo della Repubblica di Salò e qualche mese dopo ancora i sette fratelli Cervi sarebbero morti uccisi dai fucili dei fascisti repubblichini. Quella sera, tuttavia, c’era solo il tempo di stare insieme, di dimenticare la paura e gli orrori. Ogni anno a Casa Cervi, a Gattatico (RE), oggi sede del museo dedicato alla storia di questa famiglia esemplare, si rivive la festa. Nel 70° anniversario della caduta del fascismo inauguriamo il primo appuntamento a Verona con la Pastasciutta antifascista, il 25 luglio a S. Giorgio di Valpolicella presso Red Zone Art Bar. La manifestazione porta la firma della Cooperativa La Proletaria (che gestisce il Red Zone-Art Bar), dell’Istituto Veronese per la Storia della Resistenza, dell’ANPI di Verona e della Confederazione Italiana Agricoltori di Verona. Ci troveremo per raccontare e raccontarsi, per conoscere e, soprattutto, per riallacciare quei fili che 70 anni fa sono stati intessuti dai partigiani e le partigiane, ma anche per riscoprire insieme quei valori democratici che hanno permesso all’Italia di rinascere da una dittatura e di ridare dignità a un popolo umiliato dalla guerra e dalla povertà materiale e morale. La famiglia Cervi, una famiglia di contadini all’avanguardia, è la rappresentazione più alta di ciò che ha significato la lotta partigiana: passione, partecipazione, solidarietà, rispetto umano, impegno per la giustizia, la libertà e la democrazia. Oggi più che mai c’è bisogno di recuperare “questo umanesimo di razza contadina” simbolo dei valori più puri e profondi della nostra Resistenza, perché "ogni terra vorrebbe i vostri nomi di forza, di pudore, non per memoria, ma per i giorni che strisciano tardi di storia, rapidi di macchie di sangue". In rete con l'Istituto Cervi, con un abbraccio simbolico, vogliamo condividere gli ideali di questa festa, perché senza memoria non c’è futuro e senza condivisione non c’è rispetto civile. La pastasciutta antifascista verrà servita, giovedì 25 luglio, in piazzetta della Pieve a S. Giorgio di Valpolicella. Il programma della serata, che avrà inizio dalle ore 18,00, prevede una performance teatrale di e con Stefano Paiusco dal titolo "la libertà è un mappamondo", danze con la partecipazione del Gruppo di Ricerca Danza popolare, musica e canti…. e un collegamento con l’aia di Casa Cervi. Per tutta la durata dell’iniziativa, sullo schermo della saletta interna del Red Zone-Art Bar sarà proiettato il video della Quadrisfera del Museo Cervi (filmati, suoni, emozioni). Saranno presenti il neo Presidente dell’Istituto Veronese per la Storia della Resistenza Stefano Biguzzi e il Presidente dell’ANPI Raul Adami.

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